L’AMORE PER LA MUSICA ,

L’AMORE PER LA VITA ,

IL SENSO DELLA MORTE

IL SENSO DI DIO...

 

 

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UN MUSICAL DA VIVERE

 

“Freddie” non ha una trama tradizionale, non racconta una storia. Dal punto di vista strutturale procede per quadri, situazioni, approssimazioni che richiamano appena l’unicità della vita di Freddie Mercury ; momenti solo apparentemente estranei allo spettacolo, flash, ellissi, se vogliamo usare un termine cinematografico. Preferisce attingere alla poesia ( F.G. Lorca, Witman ) e naturalmente ad alcuni brani di testi delle canzoni di Freddie Mercury, per comunicare i sentimenti di questo grandissimo cantante-attore, show-man, genialmente uomo nella sua complessità e sregolatezza.
Il tema però è chiaro : è l’amore. Il messaggio è semplice, essenziale : qualsiasi forma di amore vero e consapevole esige rispetto, richiede considerazione, impone il riconoscimento della sua autenticità, del fatto che è unico e singolare e perciò stesso straordinario. Non può morire la speranza che in un futuro non troppo lontano la si smetta di parlare di amore etero od omosessuale, ma si parli di amore e basta fra esseri umani.
Durante lo spettacolo c’è però chi condanna l’amore, chi ne ha paura, chi lo combatte o lo compra !
Sopra, sotto e oltre il palco si aggira uno strano personaggio, con l’aria cupa di chi teme di sentirsi disarmato dall’autenticità dei sentimenti. E’ il Pregiudizio, avvolto negli abiti del perbenismo, con la maschera dell’intolleranza, è il modo di pensare di troppa gente.
Anche i personaggi più definiti assumono ruoli diversi ; la madre di Freddie che apre lo spettacolo chiamandolo col suo vero nome, Faruk, diventa successivamente l’alter ego femminile del protagonista, ma anche una voce dei fans di Freddie e, infine, della sua anima. Lo stesso discorso può valere anche per il personaggio che rappresenta colui che è innamorato di Freddie, voce narrante della messa in scena ; come la madre, anche lui terrà Freddie fra le braccia poco prima della sua morte. Ecco quindi che il testo dello spettacolo opera una scelta difficile, rischiosa se si vuole, ma anche coraggiosa rispetto a quella di un musical tradizionale : sceglie cioè di coinvolgere lo spettatore attraverso ricordi, sensazioni, emozioni. Preferisce evocare i koi, i pesci che Freddie amava e allevava, il profumo delle fresie, i suoi fiori preferiti, o raccontare della sua voglia di tornare a casa ormai stanco e malato incontro al suo destino, o ancora del suo canto tragico (“Freddie canta, con già tutta la sua morte addosso” ), o delle sue parole d’amore (“ombra mia, che nessuno lo sappia, scivola lieve oltre il mio volto sudato, a te questo mio ultimo bacio” ). Per tutto ciò, anche la messa in scena non cerca l’effetto spettacolare, evita di stupire ( la scenografia è molto semplice ) e preferisce cercare di “colpire al cuore”. Ad una prima parte tutta giocata sul ritmo e su un coinvolgimento frenetico, segue una seconda fortemente più riflessiva, intimistica e teatrale. Anche per questo Freddie ha poco del musical tradizionale. E così il pubblico è stimolato e liberato per sentire e capire ; liberato dallo spettro della costrizione del pregiudizio, libero di associare con la fantasia i pensieri e le emozioni fra di loro più disparati, libero di lasciarsi coinvolgere come meglio crede, libero di lasciarsi portare in alto dalla musica di Freddie. Se questo non è amore !!!