“I Nemici Svegli”

Voci di gente sulla via della Croce

versione teatrale
di Eleonora Bellini

“I Nemici Svegli”

Voci di gente sulla via della Croce

solo lettura con musiche e immagini
di Eleonora Bellini

 

 

Via Crucis “anomala” quella scritta dalla Bellini, poetica e teatrale allo stesso tempo, capace di suscitare emozioni profonde. Chi parla è soprattutto la gente comune, passanti, soldati, pastori, intellettuali, qualcuno dei quali è come se si trovasse a passare di lì per caso, proprio mentre ha luogo la Passione del Cristo, un condannato a morte come tanti. Non mancano ovviamente le voci, autenticamente e poeticamente dolenti, di Maria, della Veronica, delle pie donne, voci che ci mostrano questi personaggi nel loro aspetto più umano, tanto sono quasi carnalmente appartenenti al loro essere persone vere, come tante. Testo ricco e complesso, costantemente sostenuto da una tensione morale sopra le righe, dove l’autrice, che ha già al suo attivo numerose pubblicazioni di poesie e saggi, dimostra di non avere alcun timore di rivisitare l’evento che descrive, di riviverlo col pathos e gli accenti dovuti a un fatto di palpitante cronaca politica. Testo che, alla fine, è capace di far riflettere profondamente su ciò che il Cristo ci ha lasciato con la sua Passione e morte, straordinariamente attuale, nel quale soprattutto i giovani possono trovare pezzi del loro mondo, dei loro dubbi, ma anche delle loro speranze. Proprio per questi motivi lo spettacolo si adatta ad essere rappresentato in qualsiasi parte dell’anno.

 

Note di regia
di Guido Tonetti

 

Decidere di mettere in scena un testo soprattutto poetico come “I Nemici Svegli” di Eleonora Bellini, è come voler accettare una sfida. Quanto è traducibile infatti per il teatro la Passione ?
Eppure, quando Eleonora mi chiamò per leggere la sua personalissima Via Crucis in occasione della presentazione del libretto, quelle pagine mi colpirono e mi commossero quasi con violenza, tanto da convincermi che la loro messinscena era possibile. Fu un po’ come se il coraggio dimostrato dalla Bellini nella stesura del suo testo si fosse propagato fin dentro di me.
Due sono state le fonti di ispirazione : il teatro di Robert Wilson e di Richard Foreman e la pittura del Caravaggio. Chi sa di teatro, sa che Wilson e Foreman, più il secondo del primo, utilizzavano la tecnica del quadro vivente, presentando quasi tutte le scene come sequenze di immagini statiche, seppur viventi. Gli attori sembrano rilassati, in posa e immobili. I gesti, le camminate, gli sguardi, appaiono lenti, quasi studiati, ma obbediscono a criteri di estremo rigore e lo spettatore è quasi come costretto a rendersi conto di dove si trova e a cosa sta assistendo. Ne consegue che è come se il testo venisse solo e staticamente “letto” ma, nel medesimo tempo, “teatralizzato”, perché comunque la cosiddetta “lettura” avviene sopra un palcoscenico.
Ciò che aggiunge emozione alle parole è, prima di tutto, l’uso delle luci, per le quali come ho detto, mi sono ispirato alla pittura del Caravaggio, una pittura molto teatrale proprio per come la luce è stata da lui usata ; in secondo luogo, la scelta delle musiche spesso sorprendenti, che accompagnano tutta la “non azione”.
Al pubblico e alla critica ora, la parola.

 

“I Nemici Svegli”

SCHEDA TECNICA


MISURE MINIME DI PALCOSCENICO: 8 mt. di larghezza per 8 mt. di profondità.

 

1. Americana di controluce, americana centrale e americana di proscenio più, possibilmente, una quarta americana da posizionarsi un paio di metri oltre quella di proscenio.

 

2. Due cantinelle di 8/10 metri ciascuna.

 

3. Portata massima : 30/40 Kwatt.

 

4. Regia da posizionarsi a fondo sala.

 

5. Mazzi di corde.

 

6. Graticcia praticabile.