L’Odissea non racconta solamente il viaggio di ritorno a casa di Ulisse, racconta “IL VIAGGIO” : il viaggio che può essere intrapreso da tutti coloro che decidono di voler viaggiare dentro se stessi, ma anche al di fuori, a contatto e a confronto con la realtà. L’Odissea è l’opera alla quale l’Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, della fantasia, del sogno, dell’ironia, della maschera, dell’infinita capacità di metamorfosi che da secoli la distinguono : opera alla quale l’Occidente stesso non può rinunciare senza uccidersi. Infine l’Odissea è l’opera che più ha influito sulla psicologia e sulla letteratura europee, senza la quale né Cervantes, né Defoe, né Stevenson, né Kafka, né Joyce avrebbero scritto i loro capolavori : forse neppure Dante. Omero aveva già capito tutto dell’uomo migliaia di anni fa !
Tutti i personaggi che popolano il poema omerico posseggono una chiara, forte valenza simbolica : ogni uomo che decide di vivere entro i confini di una situazione dinamica, cioè di un “viaggio”, può incontrarli. Da anni penso all’Odissea come ad un progetto culturale stimolante e affascinante, e a come interpretarne la poesia ; grazie all’aiuto di Carlo e di Marino, che ho fortemente voluto come compagni di questo “viaggio”, questo progetto è ora realtà.

 

Guido Tonetti

 


 

CARLO MONTI

 

Novarese di nascita, risiede ad Arona dove ha lo studio. Inizia a dipingere a vent’anni, esortato da amici pittori tra i quali Gian Filippo Usellini che, visti i primi paesaggi, ne apprezza le istintive qualità. Frequenta a Milano la scuola di nudo presso l’Accademia di Brera e, ad Arona, prosegue nello studio con Usellini, il quale lo presenterà alla sua prima personale del 54 a Milano alla galleria Gussoni. A quella prima personale Monti ottiene un notevole successo di critica ( Borghese, Portalupi, Costantini e altri ancora ) a cui segue nel 55 un’ulteriore affermazione alla Quadriennale Nazionale di Roma. Dopo una mostra nel 57 a Milano, seguono le personali del 59-60-61-62 e 63 a Padova, Cortina, Venezia, Verona, Treviso e in Carnia. Nel decennio 63-73, la sua attività si fa intensa e Monti viene invitato a partecipare a numerose personali e collettive, tra le quali due personali in Francia ( Compiègne e Avignone ).
Oggi Monti vive e lavora isolato, seguendo la propria vena interiore e rifuggendo da gruppi, da correnti e da scuole. Come ha scritto Borghese sul Corriere della Sera “….le vedute di Monti sono dense, compatte, ricche di grandi e folti alberi, sotto cieli che vanno infuocandosi e oscurandosi al tempo stesso. L’ora bella, l’ora dantesca, l’ora più pittorica e più poetica….”

 

MARINO MORA

 

Dopo aver seguito il corso di pianoforte principale sotto la guida del Maestro Folco Perrino al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, si è ivi brillantemente diplomato nel 1982. Nello stesso anno ha conseguito il diploma di Maturità Classica ed ha successivamente proseguito gli studi musicali. Nel 1992 ha completato il corso di Filologia Musicale Applicata presso l’Accademia d’Arte Lirica e Corale di Osimo e, nel 1993, ha conseguito il diploma di Composizione con indirizzo Musicologico presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Successivamente ottiene la laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna. Ha seguito numerosi corsi di formazione e specializzazione pianistica, quale quello presso l’Accademia “Ottorino Respighi” di Assisi. Già direttore artistico dell’Orchestra Giovanile da Camera del Teatro Civico di Vercelli, ha svolto attività di musica da camera in varie formazioni. Scrive per riviste specializzate di musica quali “Analisi” e “Amadeus”, ed ha collaborato alla realizzazione di alcune collane di Storia della Musica per De Agostani. Dal 1992 è inoltre docente di pianoforte di diversi corsi sperimentali ad indirizzo musicale presso scuole medie in Italia.